Ercolano è una città famosa per le sue origini leggendarie e per i suoi scavi archeologici, che, con quelli di Pompei e Oplontis, dal 1997 fanno parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Già gravemente danneggiata dal terremoto del ‘62, la città venne poi distrutta dall'eruzione del Vesuvio (‘79), che la ricoprì di una grossa massa di fango, cenere ed altri materiali portati dall'acqua piovana che, penetrando ovunque, si solidificarono in uno strato corposo e denso di 15-20 metri.
Dopo l’eruzione, Ercolano, non scomparì: ma fu in seguito costruita una nuova città sulla stessa area che ospitava quella antica, anche se la nuova Ercolano non rivestì più l'importanza di quella precedente.
La memoria dell'esistenza della città antica si perse, e fu dimenticata per molti secoli, finché, nel 1709, in circostanze del tutto casuali,ovvero durante i lavori per un pozzo, vennero alla luce alcuni oggetti d'epoca romana e iniziarono gli scavi.
Gli scavi portarono alla luce una città “cristallizzata nel tempo”, ferma per anni come in una istantanea fotografica che riprende ancora l'attimo in cui ferveva la vita.
La lava vulcanica ha fatto sì che gli edifici di Ercolano abbiano conservato un migliore stato rispetto a quelli di Pompei. Alcuni materiali come legno e stoffe sono stati ritrovati intatti, così come molti piani superiori delle abitazioni.
Visitabili sono: la palestra, due complessi termali, uno dei quali di grandi dimensioni e ricco di affreschi, il Collegio degli Augustali e il teatro, in gran parte interrato e visitabile solo attraverso i cunicoli. Le abitazioni sono caratterizzate da ampi spazi e da accurate decorazioni, numerose sculture, mosaici e oggetti d’uso quotidiano, si sono conservati pressoché intatti.
Gli scavi col tempo hanno messo in luce anche ville signorili come la Casa dei Cervi, la Casa Sannitica e la Villa dei Pisoni, conosciuta come la Villa Dei Papiri.
La monumentale Villa dei Papiri è situata appena fuori città e apparteneva probabilmente ad un nobile romano facoltoso e colto; è così chiamata per il rinvenimento di circa 1800 rotoli di papiro carbonizzati che facevano parte di una biblioteca molto fornita di testi filosofici e di classici greci e romani.
L’antico Teatro infine, è ancor oggi sepolto sotto lo stesso ammasso di tufo ed è possibile osservare alcune strutture addentrandosi all’interno per scale e cunicoli.
Da Ercolano è possibile inoltre raggiungere il Parco Nazionale del Vesuvio: la strada che porta al cratere ospita un museo permanente di sculture in pietra lavica realizzate da scultori di fama mondiale.
Raggiungere la città di Ercolano è semplicissimo, basta imboccare l’autostrada A3 direzione Napoli, uscita Ercolano.