La storia di pompei
La distruzione di Stabia, Ercolano e Pompei |
L’inizio della storia di Pompei risale al II millennio a. C. quando alcune popolazioni della Campania meridionale si trasferirono alle pendici di quello che allora sembrava essere una semplice montagna, il Vesuvio. Questo ampio pezzo di terra apparse sin da subito un luogo ottimale da colonizzare, infatti vi era acqua in abbondanza e le terre erano fertili grazie alle preistoriche colate laviche del Vesuvio.
Inoltre da quella posizione si poteva controllare la foce del fiume Sarno, punto di arrivo dei traffici mercantili, e tutto il Golfo di Napoli. Nel corso degli anni Pompei risentì degli insediamenti di Greci e Etruschi, la città si evolveva, rinnovava, vennero costruiti Templi (come quello di Apollo) e mura fortificate.
Successivamente anche la piccola Pompei, come Capua e Cuma intorno al V secolo a.C. furono invase dai Sanniti, ma l’aspetto della città restò immutato fino all’arrivo dei Romani, che conquistate tutte le città campane, si insediarono anche a Pompei. I Romani abbellirono Pompei con la costruzione di edifici pubblici, statue e templi introducendo nuovi modelli architettonici soprattutto nel periodo di insediamento di Augusto a Roma nel 26 a.C.
Ma un terremoto nel 62 d.C. danneggiò Pompei e alcune città vicine, e Nerone, allora imperatore di Roma, si occupò personalmente della ricostruzione della città.
Era il 23 agosto del ’79 d. C quando il Vesuvio si ricoprì improvvisamente di una grandissima nube, solcata da terribili e minacciosi lampi.
Il comandante della flotta romana Plinio il Vecchio poté vedere l’evento dal mare, Pompei, Stabia ed Ercolano furono flagellate da una pioggia rovente di cenere e lapilli, ed egli stesso con l’intento di portare in salvo la popolazione, avvicinandosi alla costa fu vittima di quella calamità, come poi ci ha raccontato suo nipote Plinio il Giovane.
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